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I. IL FILO SPEZZATO

Nel 1896, a Berlino, Adolf Brand fondò Der Eigene, la prima rivista omosessuale della storia. Rivendicava bellezza, forza, libertà senza chiedere accettazione o tolleranza. Celebrava l’eros greco, il corpo apollineo, la comunità degli Eigenen, i proprietari di sé stessi. Rifiutava il moralismo borghese e il conformismo rispettabile del movimento omosessuale istituzionale.

L’INDIVISO è continuatore di quella rivolta culturale. Riprendiamo il compito: dare al mondo omosessuale e delle “diversità” un’impronta culturale, filosofica, estetica. Quello che la sinistra seppe intuire un tempo, ma che la destra non ebbe mai il coraggio di incarnare.


II. PUNTO DI FRATTURA

L’INDIVISO nasce come atto di frattura verso l’attuale offerta di spazi e riviste gay italiane ed europee: uniformi, anestetizzati, immersi nel pensiero unico. Frattura verso l’egemonia culturale della sinistra nel mondo delle “diversità”, un’egemonia che ha trasformato la libertà in catechismo, la ribellione in conformismo arcobaleno.

Frattura verso l’americanizzazione culturale che ci impone un falso bipolarismo: woke contro conservatori, due facce della stessa moneta capitalista, due poli nati dall’imitazione di un impero che non è il nostro. Esistono altre vie oltre, e la nostra è una di esse: una terza via culturale.


III. ESSERE INDIVISI = ESSERE INVISI

L’Indiviso è chi ha preso tutte le contraddizioni di sé – apollineo e dionisiaco, disciplina e eros, tradizione e rivolta – e ne ha fatto identità e arma. Non è definito da un solo orientamento, una sola paura, una sola idea. È sintesi vivente, è totalità, per questo è indiviso.

Per questo oggi non può che essere inviso: inaccettabile per chi vuole categorizzare, incasellare, sterilizzare. L’indiviso è impresentabile perché non incasellabile nel sistema delle etichette. Vive la propria libertà fino a essere giudicato incoerente, pazzo, eccessivo.

L’indiviso non vuole piacere a nessuno, se non alla propria verità.


IV. IL NOSTRO SIMBOLO

Il nostro simbolo è un’immagine antica: una colonna: verticalità, asse del mondo, eredità classica. Ciò che tiene insieme è la vite mediterranea che si avvolge dal basso. Apollineo e dionisiaco, la colonna regge e si erge, la vite è ciò che vive e trasforma.

Ogni linea è un singolo. Unite sono potenza.


V. RADICI EUROPEE

Siamo europei. Lo siamo per cultura, per simboli e miti. Rivendichiamo l’eredità dei poeti greci e romani, dei filosofi pagani, della Reggenza del Carnaro, delle comunità ribelli che attraversano la nostra storia. Ma non siamo chiusi in un’Europa-fortezza. Accogliamo il bushido di Mishima, il tantrismo, le vie spirituali d’Oriente quando illuminano il nostro cammino.


VI. LA NOSTRA FIUME

La nostra Fiume è questa rivista. Uno spazio culturale di ribellioni e voci, italiano ed europeo. Uno spazio che non si accontenta di serie tv, chiacchiericci, apericene e slogan vuoti. L’Indiviso vuole costruire e mostrare: Un’estetica. Una visione del mondo. Nuovi modelli. Riunire i disadattati rispetto a questa società: chi non si riconosce nel conformismo gay mainstream, chi sente che la propria identità non può essere ridotta a merchandising arcobaleno.

Questa non è una riserva speciale, non è l’ennesimo recinto identitario. È un punto di passaggio, dal recupero e conoscenza di Sé verso l’esterno-comunità. L’Indiviso è un riferimento culturale per chi sente che la propria esistenza non può essere ridotta a merchandising arcobaleno o a militanza di partito. Qui trovi strumenti: testi, idee, genealogie. Li prendi e costruisci te stesso, o costruisci te con noi.

Che possiamo dire di altro? che siamo già altro.


VII. COSA RIFIUTIAMO

Rifiutiamo il capitalismo arcobaleno, Pride sponsorizzato da banche e grandi corporazioni, corpo-merce, riduzioni a bandiere e frammentazioni identitarie. Rifiutiamo politically correct, cancel culture, ideologia che cancella il corpo. Rifiutiamo i ricatti morali da “destra” e “sinistra”. Rifiutiamo i materialismi, veleni anche della libertà e del piacere. Rifiutiamo l’omologazione globalista. Gender neutral imposto, standardizzazione, individui di “sessualità divergenti” necessariamente senza volto, senza sesso, senza radici, senza storia. Rifiutiamo la ghettizzazione per categorie: LGBT, etero contro gay, compartimenti stagni che ci isolano e ci rendono manipolabili. Rifiutiamo gli stereotipi che ci indeboliscono: la vittima perpetua, il militante isterico, il rispettabile, incravattato e penitente. Rifiutiamo l’egemonia culturale di una sinistra che ha tradito la libertà per il caos. Rifiutiamo i ricatti morali.

Né individualismo liberale né collettivismo progressista. Non siamo individui atomizzati in competizione sul mercato, non siamo massa indifferenziata per agende altrui. Rifiutiamo di essere definiti da ciò che ci opprime.


IIX. PERCHÉ LEGGERCI

L’Indiviso non ti dice cosa pensare: ti provoca a farlo. Non cerca consenso, ma coscienza. Non vuole clienti, ma complici.

Leggici se sei indiviso – e per questo inviso.